Come il cervelletto decide quando apprendere

 

 

ROBERTO COLONNA

 

 

NOTE E NOTIZIE - Anno XXIII – 06 giugno 2026.

Testi pubblicati sul sito www.brainmindlife.org della Società Nazionale di Neuroscienze “Brain, Mind & Life - Italia” (BM&L-Italia). Oltre a notizie o commenti relativi a fatti ed eventi rilevanti per la Società, la sezione “note e notizie” presenta settimanalmente lavori neuroscientifici selezionati fra quelli pubblicati o in corso di pubblicazione sulle maggiori riviste e il cui argomento è oggetto di studio dei soci componenti lo staff dei recensori della Commissione Scientifica della Società.

 

 

[Tipologia del testo: RECENSIONE]

 

Quando si parla di decisione in neuroscienze si tende in genere a pensare a una scelta esecutiva che segue all’elaborazione operata dai circuiti della corteccia prefrontale. In altri termini, si pensa alla base corticale delle decisioni comportamentali di un soggetto in interazione con l’ambiente. In realtà, nella complessa architettura funzionale del sistema nervoso centrale, l’integrazione dell’informazione a vari livelli presenta la necessità di operare scelte e decidere il compimento di passi necessari alla modulazione del comportamento attraverso l’apprendimento adattativo. In questo tipo di processi impliciti, il cervelletto è chiamato continuamente a prendere delle decisioni.

Changjoo Park e colleghi, combinando connettomica, studio neurofisiologico e osservazione comportamentale, sono riusciti a riconoscere e definire il modo in cui il cervelletto decide quando apprendere. I segnali di errore sincronizzati delle fibre rampicanti sollevano un gate di segnale inibitorio sulle cellule di Purkinje, consentendo plasticità sinaptica e adattamento motorio.

(Park C. et al., Synchronous climbing fiber activity enables instructive signaling for cerebellar learning through modulation of disinhibitory circuits. Nature Neuroscience – Epub ahead of print doi: 10.1038/s41593-026-02268-2, 2026).

La provenienza degli autori è la seguente: Department of Biological Sciences, Sungkyunkwan University, Suwon (Corea del Sud); Laboratory of Computational Neuroscience, Korea Brain Research Institute, Daegu (Corea del Sud); Princeton University, Princeton, NJ (USA); Department of Physiology and Biophysics, University of Colorado School of Medicine, Aurora, CO (USA); Neural Circuits Research Group, Korea Brain Research Institute, Daegu (Corea del Sud); Cognitive Science Research Group, Korea Brain Research Institute, Daegu (Corea del Sud); Department of Biomedical Sciences, Korea University, Seoul (Corea del Sud); Integrative Biology and Neuroscience Graduate Program, Florida Atlantic University, Jupiter, FL (USA); International Max Planck Research School for Brain and Behavior, Max Planck Florida Institute for Neuroscience, Jupiter, FL (USA); Center for Memory and Glioscience, Institute for Basic Science, Daejeon (Corea del Sud); Department of Physics and Astronomy, Seoul National University, Seoul (Corea del Sud); Brain Research Core Facilities of Korea Brain Research Institute, Daegu (Corea del Sud); Princeton Neuroscience Institute, Princeton University, Princeton, NJ (USA); School of Computing, Korea Advanced Institute of Science and Technology, Daejeon (Corea del Sud); Department of Biological Sciences, Dornsife College, University of Southern California, Los Angeles, CA (USA); Department of Biological Sciences, Sungkyunkwan University, Suwon (Corea del Sud).

L’apprendimento motorio si basa su segnali che istruiscono la plasticità adattativa che segue gli errori[1]. Nel cervelletto, le fibre rampicanti forniscono queste istruzioni alle cellule di Purkinje. Ma noi sappiamo che le fibre rampicanti scaricano continuamente, anche senza errori, ed è perciò richiesto l’intervento inibitorio sulle cellule di Purkinje degli interneuroni dello strato molecolare (MLI, da molecular layer interneuron) per controllare l’eccesso di eccitazione delle cellule rampicanti, che potrebbe causare plasticità maladattativa. Si ritiene che questa inibizione regolatoria sia soppressa specificamente per permettere selettivamente l’apprendimento guidato da errore.

Per capire come sia soppressa l’inibizione MLI delle cellule di Purkinje per consentire l’apprendimento guidato da errore nel topo, Changjoo Park e colleghi hanno combinato connettomica, registrazioni funzionali, realizzazione di modelli computerizzati e manipolazioni comportamentali.

Con questo approccio i ricercatori hanno scoperto che le fibre rampicanti formano sinapsi non solo sulle cellule di Purkinje ma anche su uno specifico sub-tipo di interneurone MLI che inibisce le cellule di Purkinje che innervano gli interneuroni MLI, creando una disinibizione seriale.

Questi interneuroni MLI ad azione disinibitoria integrano numerose fibre rampicanti, causando aumento di attivazione e sincronia degli assoni rampicanti.

Questa più forte conduzione disinibitoria determina più grandi risposte del Ca2+ evocate dalle fibre rampicanti nelle cellule di Purkinje. L’interruzione dell’inibizione MLI-per-MLI previene l’apprendimento motorio istruito dalle fibre rampicanti, confermando la necessità di questa via disinibitoria.

Quindi, la sincronia di popolazione selettivamente abilita la plasticità indotta dalle fibre rampicanti, attraverso interazioni inibitorie di rete, dimostrando che la segnalazione istruttiva è un prodotto dell’elaborazione al livello di circuito.

 

L’autore della nota ringrazia la dottoressa Isabella Floriani per la correzione della bozza e invita alla lettura delle recensioni di argomento connesso che appaiono nella sezione “NOTE E NOTIZIE” del sito (utilizzare il motore interno nella pagina “CERCA”).

 

Roberto Colonna

BM&L-06 giugno 2026

www.brainmindlife.org

 

 

 

 

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[1] “Errore” è inteso nel senso del linguaggio informatico.